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Area Medico Chirurgica
Ortopedia

Alluce Valgo

La deformita’

L’alluce valgo è una deformità che le donne conoscono molto bene, e che purtroppo per loro, la sviluppano in numero maggiore rispetto agli uomini, dovuto questo, probabilmente all’uso quotidiano di calzature improprie. ”
Le mode impongono talvolta autentiche trappole come calzature, e si sa l’universo femminile è da sempre sensibile al richiamo delle mode. Il piede – ha bisogno delle scarpe per la sua funzionalità, ma mal sopporta incongrui sovraccarichi sulle sue strutture.

La deformità conseguente al valgismo dell’alluce, si accompagna altresì a problemi infiammatori, che portano con se’ dolori e limitazione della funzione. Si ricorre allo specialista quando la deformità diventa esteticamente insopportabile, e quando il dolore impedisce l’uso delle calzature preferite. Vengono coinvolte in questo processo deformante anche le dita vicine, che possono sovrapporsi o sottoporsi al primo dito.
La chirurgia è l’unico mezzo capace di agire sulle cause della deformità, ed al momento stesso ripristinare sia l’estetica e la gradevolezza del piede, che comunque, soprattutto nei mesi estivi è in bella mostra.

Mai come per il trattamento di tale deformità sono state studiate tante tecniche chirurgiche, tutte volte alla correzione della deformità ed al bilancio delle forze di trazione in gioco a causa delle deformità stessa.

Nuove tendenze in chirurgia non invasiva.

Nel passato gl’interventi tendevano alla correzione sfruttando la ritenzione delle parti molli, in seguito, soprattutto nelle forme giovanili, sono state piu‘ usate le osteotomie metatarsali. Io sono qui ad illustrare una tecnica relativamente nuova, ideata in Spagna, dal Chirurgo De Prado, in Murcia, che sviluppando delle mini frese a diverso spessore, permette la realizzazione delle correzioni stesse mediante minuscoli accessi di tre mm nelle dovute sedi, che portano all’eliminazione della protuberanza ossea, detta comunemente “ cipolla”, molto antiestetica, e quindi al riallineamento sia del metatarso che della falange.

Anche il dito a martello si giova di questa procedura. Il post-operatorio, consiste nella confezione di un bendaggio semirigido, nell’uso di una calzatura che pennette con l’appoggio sulla pianta del piede, di camminare dal giomo successivo all’intervento e , trascorso un periodo di quattro settimane, si consegue la guarigione completa. Una tecnica questa che non necessita di fili metallici, o viti per la fissazione intraoperatoria. Risulta molto gradita alle pazienti, e viene riservata ai casi di media gravità.